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giovedì 27 giugno 2013

Cous Cous con verdure

Il cous cous è semplicemente una granella di frumento (si trova anche integrale) e non è quindi un alimento adatto ai celiaci. Le proprietà nutrizionali sono sostanzialmente quelle del frumento: è ricco di fibre, carboidrati e amido, mentre è povero di grassi. La consistenza e la resa però sono particolari: con 60 grammi si ottiene un piatto più che soddisfacente, in quanto aumenta di molto il suo volume, è quindi adatto alla dieta sia dal punto di vista calorico che da quello del gusto, visto che, quando si segue una dieta dimagrante, capita spesso di stancarsi al pensiero di mangiare sempre gli stessi alimenti e una variazione sul tema è sempre gradita.

Questa ricetta è proprio facile facile e se ne trovano in giro millemila versioni simili (questa, dato che contiene anche i ceci, è un ottimo piatto unico, buono anche freddo), ma una in più non farà male a nessuno, quindi ecco la mia!

COUS COUS CON VERDURE

Ingredienti (per una persona):
- 60 gr di cous cous
- 2 cucchiaini d'olio
- 1/2 zucchino
- 1 carota piccola
- 1 pomodoro medio
- 1/2 cipolla
- 3 cucchiai di ceci lessati
- un piccolo ricciolo di margarina
- 100 ml di acqua abbondanti
- sale qb
- spezie a piacere (nel mio caso curry, pepe, peperoncino e aglio granulare, tutte in scarse quantità)

Procedimento:
per prima cosa affettare finemente cipolla e carota e metterle in padella ad appassire con un po' d'acqua. Intanto portare a bollore una piccola pentola riempita d'acqua e tagliare a cubetti il mezzo zucchino e tenerlo da parte. Quando l'acqua inizierà a bollire gettare al suo interno il pomodoro (con una incisione ad X sul fondo) e lasciarlo per pochi minuti (indicativamente 3). A questo punto prelevare il pomodoro, immergerlo in acqua fredda e sbucciarlo a partire dalla X, quindi pulirlo, tagliarlo a cubetti e aggiungerlo, insieme allo zucchino, alle verdure in padella. Portare quindi a bollore i 100 ml d'acqua abbondanti in un pentolino con 1 cucchiaino d'olio e la punta di un cucchiaino di sale. Quando l'acqua bolle spegnere il fornello, versare a pioggia il cous cous, mescolare e coprire lasciando riposare per 4-5 minuti. Quando il tempo sarà passato aggiungere un ricciolo di margarina e sgranare con la forchetta.
Nel frattempo le verdure dovrebbero essersi cotte: salarle, aggiungere (eventualmente) le spezie, 1 cucchiaino d'olio e i 3 cucchiai di ceci lessati. Aggiungere il cous cous, mescolare e servire.

Punti WW lineapunti: 5 (variabili a seconda del ricciolo di margarina)

sabato 15 giugno 2013

Muscolo di grano Home Made


Torno a proporre qualche ricettina (era anche ora!) e questa in particolare a me pare venuta bene, ma è anche vero che non ho mai assaggiato l'orginale, quindi non posso fare confronti. 

Ma partiamo dall'inizio: cos'è il muscolo di grano? 
Il muscolo di grano è un impasto proteico cotto, utilizzabile al posto della carne, composto da glutine di frumento e farine di legumi. Il fatto che non sia composto solo da glutine, come il seitan, fa sì che sia un alimento molto completo dal punto di vista proteico e che non si verifichi quindi la presenza di un amminoacido limitante. Purtroppo però il muscolo di grano è un prodotto industriale e la ricetta quindi non è nota, per questo motivo non è esattamente riproducibile, anche se si possono fare alcuni tentativi.

La prima volta ho provato a seguire una ricetta trovata su internet ed ho fatto un impasto di farina manitoba e farina di ceci, procedendo poi come se dovessi fare il seitan classico. Pessima idea. Alla persona era venuto benissimo, a me davvero malissimo. Questa volta ho deciso di ritentare cambiando strategia e devo dire che il risultato mi ha decisamente soddisfatto.
Anche questa volta ho usato farina manitoba e farina di ceci, ma conto di sperimentare presto anche con altri legumi, magari anche mischiandone diversi insieme.

MUSCOLO DI GRANO HOME MADE

INGREDIENTI (per 250gr):

--> Per l'impasto:
- 250 gr di farina manitoba
- 80 gr di farina di ceci
- acqua qb

--> Per il condimento (opzionale):
- aglio in granuli
- cipolla in polvere
- pepe nero
- paprika dolce
- salsa di soia
- doppio concentrato di pomodoro
- salamoia bolognese
(il condimento dell'impasto è molto personale nelle dosi e nella scelta di spezie e aromi, le quantità variano anche in base all'uso che si pensa di fare del prodotto finito: se si intende mangiarlo da solo si potrà abbondare con gli insaporitori, se invece si intende usarlo nelle ricette sarà preferibile avere un gusto più delicato)

--> Per il brodo:
- dado vegetale (o un classico brodo vegetale con cipolla, sedano e carota)
- alga kombu
- salsa di soia
(anche il brodo è molto personalizzabile)

PROCEDIMENTO:
Per prima cosa, dopo aver messo il brodo sul fuoco, fare un impasto liscio di acqua e farina manitoba. A questo punto inizia la fase di lavaggio, il cui scopo è rimuovere tutto (o quasi) l'amido presente nella farina, allo scopo di ottenere una pallina di solo glutine. Solitamente si consiglia di farlo sotto l'acqua corrente, ma io per sprecare meno acqua preferisco lavarlo in una ciotola piena d'acqua, che cambio una volta saturata di amido. Inizialmente l'impasto tenderà a non rimanere unito, è normale, man mano che l'amido verrà lavato via il glutine tenderà a mantenersi più compatto. Quanto amido lasciare dipende dai gusti personali: potete continuare fino a quando l'acqua non sarà completamente limpida e levarlo completamente oppure fermarvi poco prima, la consistenza varierà leggermente. 
A questo punto alla pallina di glutine aggiungete la farina di ceci e mescolate fino ad ottenere un impasto liscio. Procedete quindi con il condimento insaporendo il tutto con le spezie e gli aromi che preferite, continuando ad impastare perchè si distribuiscano omogeneamente, e date una forma di "salamotto" al tutto. 
Alcune persone lo cuociono direttamente così nel brodo bollente, altre lo avvolgono in stoffa o garza... io, che sono pigra, lo avvogo in un po' di carta forno umida (non troppo stretto! in cottura si gonfierà e compatterà!) con due nodini ai lati e lo cuocio nel brodo bollente per 45 minuti (rimuovendo dopo i primi 20 la carta da forno).
Dopo la cottura lasciatelo raffreddare nel suo brodo. Si conserva in frigorifero per una settimana immerso nel suo brodo oppure, porzionato, può essere conservato in freezer.

lunedì 29 aprile 2013

Tortina con banana, uvetta e stevia


Visto il periodo ricco di giorni festivi mi trovo a casa dei miei, per passare qualche giorno in famiglia. Mia madre mi ha chiesto di preparare una tortina leggera per colazione e finalmente ho avuto l'occasione di provare la banana schiacchiata (uno dei modi per sostituire l'uovo nei dolci) e la stevia. La tortina è molto buona, si sentono bene la banana e l'uvetta, come al solito non è dolcissima ma secondo me risulta decisamente piacevole. Devo dire che l'uso della banana ha fatto risultare l'impasto molto elastico, decisamente un esperimento riuscito!

TORTINA CON BANANA, UVETTA E STEVIA

Ingredienti:
125 ml di yogurt di soia al naturale
200 gr di farina (in questo caso mista)
1 banana matura
40 gr di uvetta
100 ml di latte di soia&riso
2 bustine di stevia (3 gr in tutto)
1/2 bustina di lievito per dolci

Procedimento:
Mescolare la stevia, la farina, il lievito e lo yogurt. Quindi schiacciare la banana con una forchetta su un piatto a parte, fino a ridurla in poltiglia, aggiungerla agli altri ingredienti e mescolare per bene. Una volta che l'impasto sarà diventato omogeneo aggiungere lentamente il latte, continuando a mescolare, fino a raggiungere la consistenza di una crema. A questo punto aggiungere l'uvetta precedentemente reidratata e infornare a 200° per mezzora.

Punti WW Lineapunti: 18 (circa 2 punti a fetta)

PS: ho usato una farina particolare che giaceva nella cucina di mia madre, il gusto non l'ho avvertito sinceramente, ma per chi fosse interessato metto le foto.

giovedì 25 aprile 2013

Noodles di grano saraceno con tofu, zucchine e germogli di lenticchie

Questo post necessita assolutamente di due premesse:
1) dal vero erano molto più belli, ma il mio inesistente talento fotografico non mi ha permesso di rendere loro giustizia
2) in realtà volevo pubblicare questa ricetta dopo la lunghissima serie di articoli che sto progettando sul tema germogli, le loro proprietà, come coltivarli e tutto il resto (sì, perchè io penso in grande... addirittura la Saga dei Germogli), ma alla fine ho cambiato idea dato che il progetto non so quando partirà.

Detto questo ho finalmente avuto l'occasione di provare i noodles di grano saraceno che vi avevo mostrato nell'articolo di qualche tempo fa. I simpatici bastoncini neri sono già divisi in mazzetti da 50 gr  e cuociono in 4 minuti (comodi per chi va di fretta) ed hanno circa le calorie della pasta normale (preciso che contengono anche farina di grano, in quanto la farina di grano saraceno da sola non si impasta). 
La porzione consigliata dal pacchetto è 100 gr io (essendo a dieta, non sapendo se mi piacevano, non sapendo come riusciva il condimento e come si "sposavano" etc) ho deciso di farne 50 gr e visto che il condimento era bello abbondante il piatto è venuto pieno. Il risultato l'ho trovato davvero gradevole e, per chi non avesse noodles così particolari, il condimento è molto apprezzabile per qualsiasi altro tipo di pasta.

NOODLES DI GRANO SARACENO CON TOFU, 
ZUCCHINE E GERMOGLI DI LENTICCHIE

Ingredienti (per una porzione):
- 50 gr di noodles di grano saraceno
- 60 gr di tofu al naturale
- 1/2 zucchina grande
- una manciata di germogli di lenticchie
- 1 cucchiaino d'olio
- salsa di soia a piacere (io ne ho usata circa un cucchiaio)
- sale grosso per l'acqua di cottura dei noodles

Procedimento:
Dopo aver messo l'acqua salata sul fuoco tagliate a cubetti il tofu e saltatelo qualche minuto in padella con mezzo cucchiaio di salsa di soia. Quando l'acqua è vicina a raggiungere il bollore grattugiate la mezza zucchina e aggiungetela al tofu in padella. Una volta messi a lessare i noodles aggiungere nella padella anche la manciata di germogli di lenticchie e il cucchiaino d'olio, mescolare per un paio di minuti e spegnere in attesa che i noodles siano cotti. Una volta scolati i noodles aggiungerli agli ingredienti nella padella insieme ad un altro mezzo cucchiaio di salsa di soia, accendere nuovamente il fuoco e saltare per un paio di minuti.

Osservazioni: 
Io ho voluto mantenere la croccantezza sia della zucchina che dei germogli di lenticchie e, vista la rapida cottura dei noodles, questo ha generato un piatto lampo in cui la cottura è calcolata sul filo dei secondi. Se si vuole ottenere un risultato meno croccante ovviamente bisognerà cuocere più a lungo il condimento.

Punti WW Lineapunti: 5,5 (5 punti sicuramente, il mezzo punto l'ho aggiunto per i germogli di lenticchie, molto poco calorici ma difficili da conteggiare)


lunedì 22 aprile 2013

Muffin semintegrali "da Re"

Quando si tratta di cucinare io sono molto confusionaria: non seguo quasi mai una ricetta, solitamente ne fondo 3 o 4, tolgo o aggiungo a mia discrezione gli ingredienti. Fortunatamente, avendo cominciato a pubblicare qualche creaturina culinaria sul blog, ho preso la buona abitudine di segnarmi ingredienti e passaggi, così se vorrò anch'io potrò rifare le mie ricette (cosa che prima, ve lo assicuro, era praticamente impossibile).

Ho passato l'appena terminato weekend col mio fidanzato, che Sabato a pranzo ha mangiato della ricotta. Problema: cosa fare con la ricotta avanzata? Avanzata in quantità considerevole, fra l'altro...

In passato avevo fatto muffin e plum cake salati alla ricotta, così questa volta, per cambiare, ho deciso di buttarmi su un dolce. Ho fatto dei muffin semintegrali (ho della farina bianca in scadenza e la sto infilando ovunque) con ricotta, cioccolato fondente, zucchero di canna integrale (molto profumato) e mandorle. 
Avete presente il motto secondo cui si dovrebbe fare una colazione da Re, un pranzo da Principi e una cena da poveri? Ecco, un muffin così ricco mi sembra ottimo all'interno di una colazione da Re (e non lo disdegno per una merenda da funzionari di corte). Questa mattina ne ho mangiato uno per colazione, insieme a un cappuccino di latte di soia&riso, e devo dire che l'ho trovato molto gradevole. Mi ha tenuta sazia per un po' più di tre ore, il giusto per arrivare allo spuntino di metà mattina.

Come al solito i miei dolci sono poco dolci (un po' per dieta un po' per gusto personale), quindi tenete presente che, in base ai vostri gusti, potreste dover aumentare i gr di zucchero. Nel caso foste vegani o intolleranti al lattosio potete semplicemente togliere la ricotta o sostituirla con del tofu morbido (in vendita come tofu seta o silk tofu).

MUFFIN SEMINTEGRALI "DA RE"

Ingredienti (per 5 muffin standard):
- 50 gr di ricotta
- 40 gr di farina 00
- 60 gr di farina integrale
- 20 gr di zucchero interale di canna (o altro dolcificante)
- 15 gr di cioccolato fondente
- 10 mandorle
- 100 ml abbondanti di latte soia&riso
- 4 gr circa di lievito istantaneo

Procedimento:
In una ciotola miscelate le due farine, lo zucchero e il lievito, quindi aggiungete la ricotta e mescolate. Quando la ricotta sarà stata "asciugata" completamente dalle farine cominciate ad aggiungere lentamente il latte di soia&riso, mescolando bene per non fare grumi. Aggiungere quindi il cioccolato e le mandorle tritati grossolanamente, mescolare un'ultima volta, riempire gli stampi per muffin e infornare per 20 minuti in forno preriscaldato a 170 gradi. (Vale sempre ovviamente la prova stuzzicadente)

Punti WW Lineapunti: 3 a muffin (14,5 in tutto)

giovedì 18 aprile 2013

Simil-polpettone di soia e avena

L'idea mi frullava in testa da un po', questo mese ho visto qualcosa di simile su Cucina Naturale, ma la ricetta non mi soddisfaceva troppo. Ieri sera sono casualmente capitata su questa ricetta e così, prendendo un po' da questa e un po' da quella di Cucina Naturale ho sperimentato un po'.

L'idea di base funziona, però per i miei gusti mi è sembrato un po' troppo saporito (è vero che io non uso tantissimo condimento)... mah, vedrò. Intanto, per chi fosse curioso e volesse provare a migliorare la ricetta, ecco qui:

SIMIL-POLPETTONE DI SOIA E AVENA

Ingredienti (per uno stampo da plum cake piccolo)
- 30 gr proteine di soia essiccate (si trovano anche col nome di spezzatino o bistecche di soia)
- 30 gr fiocchi d'avena
- 1 cipolla bianca piccola
- 1/2 zucchina
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
- 1 cucchiaio di farina di ceci (10 gr)
- 1 cucchiaio di salsa di soia
- 2,5 cucchiaini d'olio d'oliva
- acqua qb
- spezie a piacere (io ho usato paprika forte e rosmarino)

Procedimento:
Mettere le proteine di soia e i fiocchi d'avena nel frullatore, quindi frullare il tutto grossolanamente. Trasferire il tutto momentaneamente in un altro recipiente, pulire e affettare la zucchina e la cipolla, quindi frullarle. A questo punto unire nel frullatore anche 2 cucchiaini d'olio, il cucchiaio di concentrato, quello di salsa di soia e le spezie, quindi mescolare e aggiungere anche il cucchiaio di farina di ceci sciolto in mezzo bicchiere d'acqua tiepida e frullare di nuovo. Ora aggiungete poca acqua alla volta continuando a frullare, fino a quando il composto non risulterà molto morbido e liscio, quindi ungete lo stampo da plum cake con mezzo cucchiaino d'olio e riempitelo con il composto. Cuocetelo in forno a 180° per 35 minuti, poi lasciatelo raffreddare nel suo stampo (si compatterà) e sformatelo.

Punti WW Lineapunti: 7

Il magico mondo dell'avena: il porridge

Qualche settimana al supermercato, mentre stavo acquistando dei fiocchi d'avena, mi è stato chiesto se li usassi per preparare il porridge e come si facesse. La signora che mi aveva posto la domanda lamentava il fatto di non essere riuscita a trovare su internet informazioni chiare sul procedimento base per questa ricetta così, ovviamente dopo averle spiegato la mia versione, ho deciso di scriverci anche un post.
Non conosco ovviamente tutto il magico mondo di internet e probabilmente da qualche parte qualcuno avrà già provveduto a dare esaustive spiegazioni, ma un articolo in più non può certo far male.



Innanzi tutto vorrei fare però un po' di pubblicità all'avena in generale, in quanto, come ho avuto il piacere di scoprire, è davvero un alimento meraviglioso.
Innanzi tutto ha degli ottimi valori nutrizionali: fra i cereali è quello che contiene il minor numero di carboidrati e il maggior numero di proteine e grassi, oltre ad essere ricchissimo di fibre. 
Provo ad enumerare i suoi pregi in forma schematica, sperando di riuscire ad essere chiara:
- fornisce energia a lungo termine senza causare picchi insulinici grazie ai carboidrati a lenta digestione e alle fibre
- contiene circa il 17% di proteine e fra queste un buon livello di lisina che, come vegetariani e vegani sapranno, nel frumento è considerato un amminoacido limitante
- è ricca di grassi insaturi, in particolar modo dell'essenziale acido linoleico
- essendo molto ricca di fibre solubili è un alimento ideale per tenere sotto controllo il senso di fame, normalizzare il peso corporeo e regolarizzare la funzione intestinale (fa magie, assicuro)
- ha una funzione ipocolesterolemizzante, infatti grazie ai suoi oligoelementi e alla capacità di attrarre acqua abbassa il colesterolo "cattivo" (LDL) senza però agire su quello "buono" (HDL)
- ha un basso indice glicemico e svolge un effetto stabilizzante sui livelli glicemici, è quindi un elemento indicato anche per i diabetici e per chi sta cercando di ottenere un calo di peso, poichè questa caratteristica fa sì che il senso di sazietà venga mantenuto a lungo dopo il pasto
- ha proprietà diuretiche e lassative
- produce una patina gelatinosa in grado di proteggere le pareti del colon dalle sostanze cancerogene presenti nelle feci, ottima per prevenire il tumore al colon

Una piccola curiosità: per la sua azione sul colesterolo l'avena è stato il primo alimento naturale ad aver ricevuto il marchio dell'American Heart Association che permette ai produttori di consigliarla per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Le mie informazioni saranno sicuramente scarse e incomplete, ma vi invito a fare ulteriori ricerche e vi assicuro che non rimarrete delusi dalle ottime proprietà di questo cereale. Mi raccomando però, non lasciatevi confondere dalle calorie: le calorie sono certamente un'indicazione, ma non tengono conto del valore nutrizionale di ciò che mangiamo! Il fatto che la tal caramella abbia meno kcal di una noce non vuol dire che la caramella sia una scelta migliore! 
Ovviamente, come per tutti gli alimenti, anche con l'avena non bisogna esagerare, ma questo è ovvio: qualsiasi cosa va assunta con moderazione, se io adesso bevessi 10 litri d'acqua tutti d'un colpo verrei ricoverata per un'improvvisa diluizione del sangue!


L'avena può essere usata in moltissime ricette sia dolci che salate, quella che presento oggi, il porridge, è di origine scozzese e viene utilizzata soprattutto per la colazione. Necessita un breve tempo di preparazione, che a volte la mattina non abbiamo, personalmente però, dato che questa colazione si è rivelata sorprendentemente adatta per le mie esigenze, consiglio di fare almeno un tentativo.
Per quanto ho potuto sperimentare su di me è una colazione molto energetica e mantiene sazi veramente a lungo, una salvezza per le mattinate di lezione no-stop all'università: lucidità nel seguire le lezioni e nessun senso di fame a distrarmi (senza contare che soddisfa la voglia di dolce e non mi fa precipitare alle macchinette alla fine delle lezioni, anche questo è un pregio). 
A quanto è risultato dalle mie sperimentazioni si può preparare in tre modi:
- solo con la crusca d'avena: è la modalità che richiede il minor tempo di preparazione, il risultato, una volta fatto raffreddare (tanto bollente non riuscireste a mangiarlo), è molto simile ad un budino, solo meno liscio al palato
- solo con i fiocchi d'avena: il risultato, anche se molto sodo e comunque simile ad un budino, è meno compatto ed assomiglia di più ad una zuppa molto ristretta, richiede tempi di preparazione leggermente più lunghi
- con un misto di crusca e fiocchi d'avena: personalmente è quello che preferisco, unisce la compattezza stile budino della crusca al fiocco d'avena da "masticare" (l'ho messo fra virgolette perchè comunque il fiocco d'avena si ammorbidisce tantissimo)

I tempi di cottura non li ho messi perchè in realtà sono indicativi: pare che gli scozzesi lo facciano bollire per 20 minuti, io lo faccio bollire fra i 4 e i 5 minuti, il mio fidanzato spegne appena arriva a bollore. Il mio consiglio è di sperimentare un po' per trovare la consistenza che vi piace di più, tenete presente che più lo cuocete più il risultato sarà ristretto e l'avena morbida.

Per la ricetta base vi servirà esclusivamente:
1) l'avena, fiocchi o crusca che sia
2) una parte liquida, latte vaccino, di soia, di mandorle etc, ma anche acqua, succo di frutta o un misto di varie componenti
La cosa bella del porridge, però, è che, a partire dalla ricetta base, potrete ottenere una marea di combinazioni aggiungendo gli ingredienti che preferite:
- frutta fresca (banane, fragole, ananas, mela...)
- frutta secca (noci, anacardi, mandorle, nocciole, cocco grattugiato...)
- frutta essiccata (uvetta, prugne secche, datteri...)
- cioccolato, cacao amaro e parenti vari
- spezie, aromi, erbe aromatiche e simili (cannella, menta...)
- semi oleosi (girasole, lino...)
- qualsiasi altra cosa vi venga in mente!

Questa foto vorrebbe (lo so, nelle foto sono pessima, ma un giorno migliorerò, me lo sento!) mostrare i diversi tipi di porridge: in alto a sinistra c'è quello solo di crusca d'avena, in alto a destra quello solo di fiocchi, in basso a sinistra quello misto e quella in basso a destra è un tentativo di farvi capire un po' che consistenza viene fuori.

Ora metto una ricetta indicativa, perchè oggettivamente va bene sperimentare, ma avere un punto di partenza può essere comodo!

PORRIDGE DI FIOCCHI E CRUSCA D'AVENA 
CON CIOCCOLATO E CANNELLA
(sì, l'unione di cioccolato e cannella è per me irresistibile!)

Ingredienti (per 1 porzione):
- 2 cucchiai di fiocchi d'avena (circa 20 gr)
- 3 cucchiai di crusca d'avena (circa 20 gr)
- latte di soia e riso quanto basta perchè il livello superi di un dito quello dell'avena
- cannella a piacere
- 1 cucchiaino di cacao amaro
- 2 cucchiaini di zucchero di canna o bianco o 1 cucchiaino di miele, sciroppo di riso, malto d'orzo etcc

Procedimento:
Mettere in un pentolino (meglio se antiaderente vista la collosità dell'avena, ma non è indispensabile) i fiocchi d'avena, la crusca d'avena, lo zucchero (o il dolcificante a vostra scelta), il cacao amaro e la cannella, mescolare e ricoprire il tutto col latte di soia e riso fino a superare di un dito il livello degli altri ingredienti.
Mettere sul fornello più piccolo a fuoco medio, mescolare e attendere che inizi a bollire (con queste esigue quantità di solito impiega un paio di minuti), quindi, mescolando continuamente, cuocere per altri 4-5 minuti. Dopo aver spento il fornello mettere il porridge in una ciotola e lasciarlo raffreddare qualche minuto prima di mangiarlo.

Punti WW Lineapunti: 4,5



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martedì 16 aprile 2013

Sperimentazioni sul pane al vapore e bla bla bla su lieviti e farine

Il pane al vapore è diventato un po' la mia mania, lo devo ammettere. Complice il fatto che solitamente non ho voglia di andare a comprare il pane fresco, che qui attorno il pane fresco non mi piace gran che e che non ho una gran voglia di intervistare i commessi su cosa c'è dentro esattamente ho preso l'abitudine di farmi 4 pagnottelle di pane al vapore un giorno sì e uno no (non ho voglia di andare a comprarlo, ma di farlo sì... mah... a volte sono un mistero anche per me stessa).

Vi aggiorno un po' sui miei tentativi e sui prodotti che ho usato.

Allora, questo preparato l'ho comprato da Lidl un po' di tempo fa, perchè mi aveva incuriosito tantissimo. Si tratta di un preparato per fare il pane integrale misto di frumento e segale (c'è anche per il pane semintegrale e bianco, ma non li ho mai provati) e devo dire che il sapore è davvero buono. Piccolo problema: al forno mi veniva talmente marmoreo che mangiarlo era praticamente impossibile. Dopo diverse prove ho deciso di provare a mischiarlo ad un po' di farina 00 e cuocerlo a vapore, sperimentando diverse percentuali: al momento ho provato le pagnottelle al 30% e al 50% di questo preparato, man mano magari ne metterò ancora di più.


La differenza dalle foto non si nota, ma sappiate che quello sopra ha il 30% di preparato integrale, quello sotto invece ne ha il 50% ed in più ho aggiunto all'impasto del rosmarino secco (risultato molto buono e profumato).
Non so ancora se ricomprerò questo prodotto: anche se è un preparato ho dovuto comunque aggiungere il lievito per non ottenere delle pagnotte di sasso e al forno non ho ottenuto comunque un gran successo, c'è però da dire che il fatto di avere le due farine integrali fa ottenere un pane dal gusto particolare e che io potrei anche aver sbagliato le dosi... ci penserò. 

In ogni caso ecco la lista degli ingredienti:
farina di frumento integrale (68%), farina di segale integrale (24%), pasta acida di segale in polvere, sale iodato, malto d'orzo, lievito in polvere, agenti lievitanti (gluconodeltalattone, carbonato acido di sodio), agente di trattamento della farina: acido ascorbico
Io non sono un'esperta di chimica degli alimenti, ma diciamo che fino a lievito in polvere riesco a riconoscerli tutti come cibo, il problema sorge in realtà col gluconodeltalattone che in me fa nascere strane riminescenze di chimica organica. Grazie a Google Il Magnifico ho scoperto che si tratta di un estere ciclico dell'acido gluconico (il "lattone" infatti indica appunto che si tratta di un estere ciclico ed è il caso di specificarlo dato che girovagando su internet ho visto che diverse persone pensavano avesse a che fare col latte) e dopo ulteriori ricerche ho finalmente trovato una pagina che ne parlava. E' prodotto sinteticamente a partire dal glucosio e non è tossico, anche se in dosi elevate può provocare diarrea, non ho trovato molto altro su internet, ma mettiamola così: nessuna nuova buona nuova.


Oggi però, sempre in tema panificazione a vapore, ho fatto due esperimenti in uno: panini dolci con cannella e scaglie di cioccolato lievitati con la polvere lievitante istantanea invece che il lievito di birra.

PANINI DOLCI AL CIOCCOLATO E CANNELLA

Ingredienti (per 4 panini piccoli):
- 100 gr di farina 00
- 1 cucchiaino abbondante di cannella
- 6 cucchiaini di zucchero di canna o bianco
- 1 pizzico minuscolo di sale
- 7 gr di cioccolato fondente ridotto a scaglie
- 3 gr di polvere lievitante non aromatizzata (io sono andata ad occhio e temo proprio di averne messa troppa)

Procedimento:
Mescolare zucchero, cannella, sale, farina e lievito, quindi aggiungere acqua ed impastare fino ad ottenere una palla di impasto liscia e compatta. Stenderla subito con il mattarello cercando di ottenere una forma ovale o simil rettangolare, spargere sull'impasto le scagliette di cioccolato e arrotolarlo fino ad ottenere un cilindro. Dividere quindi l'impasto in quattro parti uguali e lavorarle per far ottenere loro la forma di una pagnottina. Disporre le quattro pagnottine su della carta forno e cuocerle a vapore per 20 minuti.

Punti WW Lineapunti: 2 punti a pagnottina

Osservazioni: se vi piacciono le cose dolci aumentate lo zucchero, perchè queste dosi danno un risultato non molto dolce. Nel complesso il sapore è ovviamente buono (per chi come me ama cannella e cioccolato fondente) anche se la consistenza è diversa rispetto a quelli fatti col lievito di birra. Anche se preferisco quelli col lievito di birra sono molto soddisfatta di questo esperimento, è un'ottima alternativa per quando si ha meno tempo e, utilizzando una polvere lievitante non aromatizzata si possono tranquillamente fare anche preparazioni salate.

Ed ora un po' di pubblicità!
Sempre da Lidl ho comprato (ormai diverso tempo fa ma le confezioni sono grandi, quindi non ho ancora rifatto l'acquisto) il lievito di birra in polvere e la polvere lievitante istantanea di marca Belbake. Devo dire che entrambi i prodotti funzionano benissimo. Girovagando un po' in internet ho notato che molti sono contenti dei prodotti di questa linea (che comprendono cose come baccelli di vaniglia, granella di nocciole, aromi, canditi etc) e, anche se ho provato solo i lieviti, devo dire che mi trovo estremamente daccordo.

Questa è la polvere lievitante istantanea senza aromi (nella vecchia e nella nuova versione, sono esattamente uguali se non che nella nuova confezione manca la tabella nutrizionale):
Ed ecco gli ingredienti:
Acidificante: difosfato disodico; agente lievitante: carbonato acido di sodio; amido di frumento.
Come si può verificare dai link collegati a questi ingredienti questa polvere lievitante non contiene sicuramente derivati animali (contrariamente ad una nota marca "angelica"), quindi è utilizzabile da qualsiasi categoria religiosa, da vegani e da vegetariani.

La stessa cosa non si può dire per il lievito di birra secco:
Alla voce ingredienti leggiamo:
lievito di panetteria disidratato, monostearato di sorbitano.

Anche se, come si legge nella pagina, il monostearato di sorbitano deriva principalmente da fonti vegetali non sono comunque riuscita a trovarne conferme, almeno per ora. Farò ulteriori ricerche o magari scriverò direttamente alla casa produttrice, al momento è solo "potenzialmente" di origine vegetale.

Una cosa che apprezzo molto di entrambi è la confezione: snella e compatta. Si compone di una decina di bustine di carta di media dimensione semplicemente tenute insieme da un leggero involucro di plastica (come si vede nelle prime due foto che mostrano la confezione ancora chiusa). 
Per me il prodotto è molto valido... e al momento non ha mai sbagliato un colpo!


Insalata di carote, zucchine, peperone e sesamo

Non sono fuggita, ma ieri avevo un esame quindi faticavo a concentrarmi su qualsiasi altra cosa, blog compreso! Non ho però ovviamente smesso di cucinare (di fare qualsiasi altra cosa sì, ma devo pur mangiare per vivere!) e la ricetta che presento qui è il risultato di... un fallimento.
Ho tentato infatti di fare dei simil involtini primavera al forno (a proposito, ho scoperto che nella confezione che ho comprato e fotografato ci sono ben 40 fogli, posso sbagliare un sacco di volte!) ma ho bagnato troppo la carta di riso e quindi non ci sono riuscita (ma non demorderò!).
Questo tecnicamente doveva essere il ripieno, ma alla fine è stato mangiato crudo come un'insalata appunto, a mio parere buonissima!

INSALATA DI CAROTE, ZUCCHINE, PEPERONE E SESAMO

Ingredienti (per una porzione generosa):
- 1/2 zucchina grande 
- 1 carota piccola
- 1/4 peperone rosso
- 10 gr di sesamo
- 2 cucchiaini di salsa di soia
- 1 cucchiaino d'olio d'oliva

Procedimento:
Grattugiare finemente la zucchina e la carota, poi aggiungervi il peperone tagliato a listarelle sottili. Far saltare il sesamo in una padella senza aggiungervi nulla per 2 o 3 minuti e unirlo agli altri ingredienti. A questo punto sarà sufficiente condire il tutto con l'olio e la salsa di soia, mescolare e lasciar riposare per almeno una decina di minuti.
Si può mangiare tranquillamente crudo o, se si vuole, saltarlo qualche minuto in padella.

Punti WW lineapunti: 2

La ricetta è al limite del ridicolo, è davvero semplicissima, ma dato che a volte cerco idee semplici e NON le trovo ho pensato che tutto sommato a qualcuno potesse anche interessare! (senza contare il fatto che a volte dimentico di segnarmi cosa mi è riuscito, piaciuto etc... almeno se è qui sul blog non la perderò di vista!)

mercoledì 27 marzo 2013

Mi fa schifo!

C'è, c'è sempre, c'è per tutti. Ognuno di noi ha qualcosa che proprio fatica a mangiare, anzi, a volte proprio non riesce a mangiare.
Per me in questa categoria di alimenti rientrano da sempre insalata e rucola. Non sono una che non mangia le verdure, anzi, solitamente le amo tutte molto, dai broccoli ai cetrioli, dalle rape ai cavoletti di Bruxelles. Ma l'odore della rucola cruda mi fa stare male e quando tento di inghiottire l'insalata il primo impulso che ricevo è quello di correre in bagno a rimettere.
Il problema però è che quando l'alimento che non ti piace è il lardo fritto nel burro puoi anche fartene una ragione, quando invece magari è qualcosa che porta benefici o che sarebbe utile tollerare (nel mio caso l'insalata è il contorno che si trova più facilmente mangiando fuori, ad esempio) la questione cambia.
Non so se qualcuno abbia visto la serie di sei documentari BBC trasmessi su rai5 (ogni tanto comunque li ritrasmettono agli orari più disparati) chiamata La verità sul cibo.

Personalmente devo dire che li ho trovati piacevoli e, per alcune cose, anche utili. Nella puntata dedicata all'alimentazione dei figli si analizzavano in particolare alcuni comportamenti, dovuti a condizionamenti sociali, pregiudizi o altro, che, anche se probabilmente nei bambini sono più evidenti, a mio parere sono spesso riscontrabili anche nei grandi (me compresa). Secondo una teoria presentata durante il documentario quando un bambino trova un determinato alimento disgustoso può essere educato ad apprezzarlo tramite un piccolo assaggio ripetuto una volta al giorno per un periodo di tempo prolungato.

Il punto è: funziona?
Con l'insalata e la rucola non ho ancora avuto il coraggio di provare, ma ho tentato con il tofu e... con quello ha funzionato! Nella mia spasmodica ricerca di nuovi alimenti di origine vegetale non potevo non incappare nel tofu: tutti ne parlano, sul web è pieno di ricette di ogni tipo, e le magnificazioni di questo alimento non mancano. Non restava che provare.

La prima volta l'ho trovato disgustoso. Non insapore, non cattivello... DISGUSTOSO. Il giorno dopo allora, armata di pazienza ho ritentato (con una ricetta diversa... ma ve l'assicuro, se ti fa schifo lo sentiresti anche a miglia di distanza) e l'ho trovato molto cattivo. Poi pian piano ho continuato a provare, un po' qui e un po' lì (cambiando anche marche, non si sa mai)... 
Il problema si presentava ovviamente soltanto col tofu al naturale, quello aromatizzato lo trovavo buonissimo (e consiglio davvero tanto quello al basilico), ma col tempo la mia ritrosia si è affievolita ed ora lo trovo buono anche da mangiare così! Ad esempio mi piace moltissimo con un po' di sale e pepe leggermente saltato in padella, cosa che prima mi avrebbe fatto rabbrividire. C'è da dire che il tofu, per quanto mi fosse antipatico, non era la rucola... ma chissà, forse con un po' di pazienza!
Provare non costa niente, mal che vada certi alimenti continueranno a fare schifo!

Concludo al volo con una ricettina per cucinare il tofu che mi ha aiutato davvero tanto agli inizi:


TOFU MARINATO CON SALSA DI SOIA E LIMONE

Ingredienti (x1):
80 gr di tofu al naturale
1 CC di succo di limone
1 CC salsa di soia
1 cc di olio d'oliva

Procedimento:
Tagliare il tofu a fettine sottili, grosse circa mezzo centimetro, e metterle in un ciotola con il succo di limone e la salsa di soia. Lasciarle riposare mezzora girandole di tanto in tanto per far sì che il liquido venga assorbito uniformemente, quindi far scaldare in padella il cucchiaino d'olio e disporci sopra le fettine insieme al sughetto rimasto. Farle scaldare per un paio di minuti da ogni lato fino a che non si formerà una leggera crosticina e toglierle dal fuoco. A questo punto possono essere consumate calde, magari insieme ad un contorno, ma sono buone anche fredde ad esempio nei panini.

Punti WW lineapunti: 3

lunedì 18 marzo 2013

Gluten Free, boom dei prodotti per celiaci.

Un tempo erano di nicchia, nelle piccole città si trovavano solo in farmacia, adesso i prodotti per celiaci sono ovunque e anche i discount hanno una linea dedicata.
Ma perchè questa esplosione di acquisti per i cibi che riportano sulla confezione la spiga barrata?
Questo mercato infatti nel 2012 è cresciuto del 6,4% e vale 237 milioni di euro, ma questa crescita non è unicamente imputabile a coloro che solo grazie a questa dieta possono tenere sotto controllo la celiachia, una malattia genetica. Pur essendo in aumento il numero di celiaci infatti quello che ha portato alla popolarità i prodotti senza glutine è l'errata convinzione che questi siano più sani e leggeri, come sostengono anche diversi personaggi noti al grande pubblico.
Io ricordo ad esempio una pubblicità di qualche anno fa della Pasta di Riso Scotti (ma la Scotti non è ovviamente l'unica a cavalcare l'onda), in cui questa veniva presentata come un'alternativa sana, leggera e dietetica alla pasta normale... e tutto questo perchè? Ma come perchè, ovviamente perchè senza glutine!

Questo regime dietetico però non ha un apporto calorico inferiore, se volessimo paragonare ad esempio 100 gr di pasta di riso Scotti (344 kcal) a 100 gr di pasta di semola Barilla (per usare una marca famosa, 350 kcal) vedremmo che la differenza è davvero irrisoria: solo 6 kcal. Inoltre non ho mai conosciuto una persona a dieta che si mangia un etto di pasta, quindi ipotizzando che questa ipotetica persona ne mangi 50 gr anche le calorie di differenza si dimezzano.
Sia chiaro, il riso (come anche il farro, l'orzo, il miglio e tutti gli altri cereali) ha delle proprietà specifiche ed è bene integrarlo nella propria dieta (meglio se in versione integrale) e non basarsi sempre e solo sul solito grano... ma chi non è celiaco non ha bisogno di integrarlo sotto forma di pasta! 
Se non c'è la necessità di mangiare pasta senza glutine di riso/mais/quinoa/amaranto/grano saraceno perchè non preferire il cereale in chicco? 

Come sottolinea anche l'AIC [Associazione Italiana Celiachia] questa moda ha l'effetto di gonfiare il mercato, producendo così un aumento dei prezzi che andrà unicamente a danno dei celiaci, che di questi prodotti hanno realmente bisogno.

sabato 16 marzo 2013

Diete su diete: Weight Watchers

La dieta Weight Watchers è ed è stata molto in voga, con alterne fortune. Ne esistono diverse versioni: lineapunti, flexipoints, propoints e forse altre varianti ancora. 
Io ho seguito la lineapunti per un periodo in modo scrupoloso, mentre al momento mantengo il conto dei punti per avere un'idea di quanto ingerisco, ma non sono più precisa e attenta nel seguire tutte le indicazioni.

In cosa consiste la dieta?
Niente di trascendentale, è sostanzialmente una dieta ipocalorica nella quale si contano i punti al posto delle calorie. Ad ogni alimento corrisponde un punteggio attribuito in base alle calorie, ai grassi e alle fibre in esso contenute, molti punteggi si trovano in un "Dizionario degli alimenti" contenuto nel loro manuale, quelli mancanti possono essere calcolati attraverso delle formule. Oltre a questo la dieta prevede una serie di altri strumenti e norme, come il diario alimentare, l'assistenza di un gruppo di persone che seguono la stessa dieta, le indicazioni su liquidi e esercizio fisico etc..
Io la prima volta ho letto questo sito, e lo riporto per correttezza: http://digilander.libero.it/inlineaonline/_diete_01/dieta%20linea%20punti.htm
Poi l'ho copiato, risistemato, tagliato nelle parti che non mi interessavano e messo tutto in tabelle, praticamente ora ho 3 o 4 versioni pdf di questa dieta, selezionate in base a diverse esigenze.
Consiglio però anche questo forum: http://amiche-weightwatchers.forumfree.it/ in cui potete trovare i manuali delle diverse versioni della dieta, consigli, casi di successo e, se deciderete di iscrivervi, un intero gruppo di supporto!


La mia esperienza
Ho seguito questa dieta dall'inizio del dicembre 2011 fino al giugno 2012, perdendo circa 12 kg. Poi nel periodo successivo ho mantenuto il peso senza difficoltà, con la promessa di riprendere la dieta quando sarei stata più tranquilla e così ho fatto, cinque settimane fa. Sicuramente è efficace, ma non è una dieta miracolosa: si può perdere fino ad 1 kg a settimana (può capitare di perdere anche solo 1 etto!). Personalmente la consiglio perchè è bilanciata (nel manuale si trovano le indicazioni per la suddivisione dei punti), facile da seguire (i punti degli alimenti più consumati si imparano velocemente a memoria e per quelli che è necessario calcolare basta appuntarseli) e versatile (si possono risparmiare i punti in vista di un'occasione speciale e, se si è costretti a mangiare fuori, si possono scegliere piatti di cui i punti sono indicati nel manuale).

PRO:
- i punti a disposizione variano in base al peso e al sesso, quindi risultano proporzionati al fabbisogno calorico di ognuno
- è facile da seguire e si possono far rientrare semplicemente gli sgarri, ogni giorno si possono risparmiare al massimo 4 punti (a fine settimana i punti sommati si annullano però!) grazie ai quali ci si potrà permettere qualcosa in più o, al contrario, se in un momento di buio si mangia qualcosa in più lo si può scontare mangiando il minimo dei punti il giorno dopo
- il diario alimentare non è certo un'esclusiva Weight Watchers... ma vogliamo mettere sommare cifre come 1, 4, 5.5 con le calorie? Di sera impazzirei
- non è precompilata, si può scegliere cosa mangiare! Oppure, per chi preferisce qualche indicazione, si possono trovare anche degli ipotetici menù

CONTRO:
- alcuni consigli non sono propriamente corretti, il bere acqua ad esempio serve a depurare l'organismo e diminuire la ritenzione idrica, non aiuta realmente il dimagrimento
- se non si ha una vaga idea di corretta alimentazione si rischia di spendere i punti in cose che non fanno  bene e stare tranquilli perchè tanto la giornata rientra nel range, ma questo è un rischio che si corre in realtà con tutte le diete ipocaloriche

PICCOLE ASTUZIE:
- potete creare dei menù precompilati in base ai vostri pasti, a ciò che vi piace e al grado di sazietà di cui avete bisogno. Controllando il vostro diario alimentare potete prendere ad esempio un pasto risultato particolarmente soddisfacente in termini di gusto e sazietà, così quando in preda alla stanchezza o altro avrete bisogno di un'idea già pronta basterà ricercare nel diario un pasto con il punteggio che vi serve.
- contare i punti dell'attività fisica lo trovo abbastanza inutile, rischia di diventare un lavoro che rende ancora meno piacevole qualcosa che già per me non è entusiasmante... ma questa può essere soltanto un'opinione personale.
- restringere il manuale alle parti essenziali può essere una rottura, ma poter avere un fascicoletto sempre con sè per le emergenze secondo me non ha prezzo!


mercoledì 13 marzo 2013

Presentazione e intenti!

Prima informazione utile: il titolo del blog non vuol dire niente.
In realtà avrei voluto mettere un titolo evocativo, con un significato particolare e che fosse in grado di ispirare e/o interessare gli eventuali lettori, beh, non ci sono riuscita. Ho anche tentato di mischiare parole con la funzione "un lemma a caso" del wikizionario, ma, per quanto C'è un onnivoro grigio-verdastro nel sottobosco fosse un titolo a suo modo intrigante, alla fine ho guardato la mia immagine un diabolico cupcake kawaii e ho rielaborato in maniera casuale il concetto.
Seconda informazione utile: l'argomento del blog è principalmente alimentazione/cibo/dieta, ma in realtà potrebbe entrarci di tutto, sostanzialmente vuole essere più un diario in balia dell'umore della sua autrice che non un vero e proprio blog tematico.
Al momento sono a dieta (in realtà faccio dei periodi di dieta e dei periodi di pausa/consolidamento), ho il cardias debole e soffro di esofagite (cosa che fa sì che io debba necessariamente mangiare pasti piccoli e spesso, prendere medicinali e, in certi momenti, fare attenzione a certi cibi), seguo, per motivi vari, un'alimentazione che si potrebbe definire "prevalentemente vegetariana e filovegana" e mi piace cucinare... quindi per forza di cose sono spesso interessata ad alimentazione, cibo e dieta... ma ho anche altri interessi e non escludo che possano entrare nel blog! 

Terza informazione utile: non ho nessun titolo per dare consigli, io parlo di me e di quello che faccio io, per registrare successi, tentativi di miglioramento, ma soprattutto errori.
Soprattutto per quanto riguarda l'alimentazione molte persone si sentono in grado di giudicare quella altrui senza averne il titolo. Io credo solo nello scambio produttivo, non nelle critiche grauite. Mi sono dichiarata una profana e lo confermo, se dico che qualcosa mi ha fatto bene non vuol dire che farà bene anche ad altri, se dico che qualcosa che mi ha aiutato non vuol dire che aiuterà anche altri, io mi limito semplicemente a riportare la mia esperienza. Per avere consigli reali è necessario rivolgersi ad un esperto.
Quarta informazione utile: Chi sono?
Sono una studentessa universitaria di Bologna, una come tante: studio, sto con un ragazzo da 2 anni e mezzo, ho alcuni amici (non molti a dire il vero), ho un sacco di problemi come tutti gli altri esseri umani e il mio portafoglio piange spesso e volentieri, proprio come quello della maggior parte degli studenti. Ulteriori informazioni verranno fornite nel tempo!
PS: anche l'immagine del gufo non ha molto senso... ma a me i gufi piacciono!